RIAPRE IL FONDO 394: 1,2 MILIARDI PER LA TRANSIZIONE DIGITALE E GREEN DELLE PMI

News / Credito - martedì 19 ott 2021 alle 15:33 | A cura dell'Uffico Stampa


Riapre il Fondo 394: lo strumento pubblico a sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese italiane è stato finanziato dall’Unione europea - Next generation EU attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e ha l’obiettivo di favorire la transizione digitale ed ecologica delle Pmi italiane a vocazione internazionale.

Il Fondo, gestito da Simest in convenzione con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, è stato dotato di 1,2 miliardi di euro - di cui 400 milioni relativi alla quota di cofinanziamento a fondo perduto.

Il 28 ottobre alle ore 9:30 si aprirà il portale operativo per la ricezione delle domande di finanziamento. Tuttavia già dal 21 ottobre, le imprese potranno pre-caricare il modulo di domanda firmato digitalmente, una novità per agevolare l’iter di richiesta dei fondi.

Le risorse del fondo sono destinate esclusivamente alle imprese di piccola e media dimensione (Pmi), asse portante del sistema produttivo italiano. La finalità dello strumento è supportarne la competitività internazionale finanziandone la transizione digitale ed ecologica, due driver di crescita divenuti fondamentali per avere successo nello scenario globale e obiettivo del piano europeo Next generation Eu. Per questo, vengono fissate quote minime di spesa destinate a questa tipologia di investimento.
Inoltre, per assicurare la massima diffusione degli interventi agevolativi e consentire l’accesso a un più ampio numero di imprese, ogni azienda potrà presentare una sola domanda di finanziamento.

Sarà possibile per l’impresa richiedere un finanziamento a tasso agevolato (attualmente lo 0,055% annuo) con una quota di cofinanziamento a fondo perduto fino al 25%, nel limite delle agevolazioni pubbliche complessive concesse in regime di temporary framework, e senza necessità di presentare garanzie.

Il tetto di cofinanziamento a fondo perduto sale fino al 40% per le Pmi che hanno almeno una sede operativa nel Sud Italia (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).


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