News / Fisco e consulenza aziendale - lunedì 11 mag 2026 alle 11:46 | A cura dell'Ufficio Stampa
Il percorso dell’Iperammortamento 2026 ha finalmente un tracciato definitivo. Lo scorso 4 maggio è stato firmato il decreto attuativo che disciplina l’accesso alla maggiorazione del costo di acquisizione per i beni strumentali. Il provvedimento copre una finestra temporale strategica: gli investimenti completati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
Tuttavia, il testo finale presenta novità di rilievo che modificano profondamente le strategie digitali delle imprese rispetto alle bozze circolate negli ultimi mesi.
1. La doccia fredda sul Cloud: fuori i software SaaS
La novità che genera più dibattito è l’esclusione totale dei software fruiti in modalità Software-as-a-Service (SaaS). Nonostante le pressioni del settore, il MEF ha imposto il veto: i canoni di abbonamento in cloud, non essendo soggetti all’ammortamento civilistico tradizionale, non sono compatibili con la struttura dell’agevolazione. Le imprese dovranno quindi orientare i propri investimenti principalmente verso i beni materiali o software "on-premise".
2. Transizione Energetica: paletti stretti per il Green
Sul fronte dell’autoproduzione di energia, scompare il vincolo del "Made in EU" per i beni tecnologici generici, ma restano criteri rigorosi per il fotovoltaico:
• solo prodotti di fascia alta: Saranno agevolabili unicamente i pannelli iscritti nelle sezioni specifiche del registro ENEA.
• sistemi di accumulo (BESS): Incentivabili solo se direttamente proporzionati a nuovi impianti di generazione.
• tetto al fabbisogno: la producibilità non potrà superare il 105% del consumo aziendale dell’anno precedente, impedendo di fatto speculazioni sulla vendita di energia eccedente.
3. La struttura delle aliquote
Il decreto conferma un sistema a tre scaglioni basato sull'ammontare degli investimenti annui:
• 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro.
• 100% per la quota tra 2,5 e 10 milioni di euro.
• 50% per la quota tra 10 e 20 milioni di euro.
4. Burocrazia in aumento: da 3 a 5 comunicazioni
L’accesso all’agevolazione sarà interamente digitale e gestito dal GSE, ma gli oneri informativi crescono. Per rispondere alle esigenze di monitoraggio della Ragioneria dello Stato, le comunicazioni obbligatorie passano a cinque:
1. Preventiva: per prenotare i fondi.
2. Di conferma: entro 60 giorni, per attestare il versamento del 20% di acconto.
3. Di completamento: ad avvenuta interconnessione (entro il 15/11/2028).
4. Monitoraggio annuale: sui costi sostenuti.
5. Monitoraggio integrativo: sul piano di ammortamento e le quote a bilancio.
5. Addio all'autocertificazione
C’è un giro di vite definitivo sui controlli: scompare la possibilità di autodichiarazione per i beni di importo ridotto. Ogni investimento richiederà una perizia tecnica asseverata rilasciata da un professionista abilitato e una certificazione contabile. La mancanza di documentazione o la delocalizzazione del bene all’estero comporteranno la decadenza immediata dal beneficio.
Prossimi passi
Sebbene la firma sia avvenuta, mancano gli ultimi passaggi tecnici: il vaglio della Corte dei Conti e il decreto direttoriale del MIMIT. L'apertura ufficiale della piattaforma GSE per le prenotazioni è attesa entro i primi 10 giorni di giugno.
News in Primo Piano
Altre Fisco e consulenza aziendale
News per settore