CARO CARBURANTE, AUTOTRASPORTO IN DIFFICOLTÀ: IMPRESE SOTTO PRESSIONE

News / Associazioni di mestiere - lunedì 09 mar 2026 alle 13:37 | A cura dell'Ufficio Stampa


Il settore dell’autotrasporto torna a lanciare un allarme per il forte aumento dei prezzi dei carburanti. In particolare, gasolio e HVO stanno registrando rincari giornalieri che rischiano di mettere in seria difficoltà molte imprese del comparto.

Secondo il CUAR - Comitato Unitario dell’Autotrasporto della Provincia di Ravenna - al quale aderisce anche Confartigianato Trasporti - l’attuale crisi internazionale e le tensioni geopolitiche che interessano l’Iran e l’area del Medio Oriente stanno alimentando l’instabilità dei mercati energetici, con conseguente crescita del prezzo del petrolio e dei carburanti. Un aumento che si riflette immediatamente sui prezzi alla pompa e che colpisce in modo diretto le imprese di autotrasporto, per le quali il carburante rappresenta una delle principali voci di costo.

Le aziende del settore arrivano inoltre da anni complessi, segnati dall’incremento dei costi energetici, dall’inflazione e da un generale rallentamento economico. Il nuovo aumento del prezzo del gasolio e dell’HVO rischia quindi di aggravare ulteriormente la situazione, facendo crescere in modo significativo i costi di esercizio dei mezzi pesanti e mettendo sotto pressione la sostenibilità economica di molte imprese.

Le ricadute, sottolinea CUAR, potrebbero interessare l’intera filiera logistica e il trasporto delle merci, con possibili effetti anche sull’approvvigionamento e sui prezzi dei beni.

Per questo il CUAR chiede alle istituzioni di monitorare con attenzione l’andamento dei prezzi e di valutare eventuali interventi di sostegno, oltre a rafforzare i controlli per evitare possibili fenomeni speculativi.

«Il carburante è uno dei costi principali per chi fa trasporto su strada – commenta il CUAR – e quando i prezzi crescono in modo così rapido e imprevedibile le imprese si trovano in grande difficoltà. Molte aziende stanno già operando con margini ridottissimi. È quindi fondamentale che le istituzioni tengano alta l’attenzione su questa situazione, monitorando il mercato e intervenendo se necessario per evitare speculazioni e tutelare un comparto che è essenziale per il funzionamento dell’economia e per la distribuzione delle merci».


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