PARITÀ E TRASPARENZA RETRIBUTIVA

News / Paghe e consulenza del lavoro - mercoledì 06 mag 2026 alle 08:10 | A cura dell'Ufficio Stampa


La normativa, prevista da una direttiva europea del 2023. è in fase di recepimento con legge italiana.

Con questo provvedimento normativo di grande impatto si mira a definire comportamenti aziendali e regole stringenti per favorire la risoluzione delle disparità salariali di genere. L’obiettivo centrale è rafforzare l’applicazione concreta del principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore.
La Parità salariale e la trasparenza retributiva introducono un cambiamento culturale e operativo significativo per il mondo HR e per la gestione d’impresa, che richiederà alle aziende un adeguamento delle proprie procedure interne.

A chi si applicherà la normativa?
La normativa sulla trasparenza retributiva, con obblighi e impatti diversi in ragione della dimensione aziendale, si applicherà infatti a:
• tutti i datori di lavoro, a prescindere dal settore di appartenenza, dal mercato di riferimento, dalla tipologia societaria e dalle dimensioni occupazionali.
• tutti i lavoratori in forza, con la sola esclusione dei contratti di apprendistato, del lavoro domestico e del lavoro intermittente.
• tutti i candidati a un impiego durante le fasi di selezione.

Le 5 principali novità previste dalla direttiva per la parità salariale e la trasparenza retributiva
Le disposizioni introdotte modificano profondamente il rapporto tra datore di lavoro, dipendenti e candidati. Ecco i punti chiave:
1. Diritto all’informazione sulle retribuzioni: i lavoratori avranno il diritto di richiedere e ricevere per iscritto, entro 2 mesi dalla richiesta, informazioni precise sui livelli retributivi medi, ripartiti per sesso, delle categorie di colleghi che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore. Questa richiesta potrà essere inoltrata anche per il tramite delle rappresentanze sindacali o degli Organismi di parità.
2. Obbligo di informativa annuale: non basterà rispondere alle richieste, i datori di lavoro avranno l’obbligo proattivo di informare annualmente tutti i lavoratori del loro diritto di ricevere le informazioni retributive (descritte al punto 1) e delle esatte modalità per poter esercitare tale diritto in azienda.
3. Nuove regole per la selezione del personale e gli annunci: cambiano radicalmente le modalità di recruiting. Gli avvisi di selezione dovranno essere redatti secondo criteri neutri sotto il profilo di genere, inclusi i titoli professionali richiesti. Inoltre, gli annunci dovranno obbligatoriamente contenere la retribuzione iniziale o la relativa fascia da attribuire alla posizione, basata su criteri oggettivi e neutri, nel rispetto delle previsioni del CCNL applicato.
4. Divieto di chiedere lo “storico” retributivo: sarà severamente vietato chiedere ai candidati informazioni relative alle retribuzioni percepite negli attuali o nei precedenti rapporti di lavoro. Questo divieto incombe non solo sui datori di lavoro, ma su tutti i soggetti che si occupano dei processi di selezione (es. agenzie per il lavoro, cacciatori di teste).
5. Obblighi rafforzati per le imprese over 100: le aziende con un organico superiore ai 100 dipendenti saranno soggette a specifici e ulteriori oneri di comunicazione e consultazione periodica in merito al divario retributivo di genere.

I consulenti del lavoro di Confartigianato Imprese di Ravenna sono a disposizione per ogni ulteriore chiarimento


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