News / Associazioni di mestiere - martedì 08 set 2026 alle 09:05 | A cura dell'Ufficio Stampa
Il Ministero dei Trasporti è 'alla caccia' dei veicoli dotati di airbag Takata che non abbiano ancora effettuato il richiamo (ne avevamo già dato notizia lo scorso 8 luglio QUI).
Ora, anche grazie ad un intervento di Anara Confartigianato, cambiano i meccanismi di questa campagna. A partire dal 15 settembre 2026, entreranno ufficialmente in funzione i nuovi blocchi informatici che impediranno l’esecuzione delle revisioni sui veicoli coinvolti nelle campagne di richiamo degli airbag Takata e non ancora sottoposti all’indispensabile intervento di sostituzione. La misura, introdotta dal Decreto interdirigenziale n. 229 del 2 luglio 2026 (pubblicato sul sito istituzionale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti), mira a garantire la sicurezza stradale agendo in modo preventivo direttamente sulle piattaforme informatiche della Motorizzazione.
Come funziona il blocco informatico delle revisioni
La disposizione centrale del decreto, disciplinata dall’articolo 3, comma 1, prevede l’attivazione automatica di ostativi informatici che inibiranno l’avvio delle operazioni di revisione. Questo blocco si applicherà a tutti i veicoli i cui numeri di telaio risultino inseriti negli elenchi ufficiali trasmessi dai costruttori automobilistici in conseguenza del mancato adempimento all’azione di richiamo.
L’ostacolo telematico rimarrà pienamente operativo e non superabile in alcun modo: il sistema sbloccherà la pratica solo in seguito alla comunicazione formale, da parte del costruttore stesso, dell’avvenuta ottemperanza all’azione di richiamo e della riuscita sostituzione dell’airbag difettoso.
Tracciabilità dei trasferimenti e cooperazione
Il decreto interdirigenziale pone l’accento anche su altri adempimenti cruciali per i professionisti del settore automotive, raccomandando di attenersi rigorosamente alle disposizioni riguardanti:
• tracciabilità dei trasferimenti di proprietà dei veicoli coinvolti;
• attività di cooperazione e monitoraggio previste dalla norma.
In allegato, la nota del Ministero delle infrastrutture e Trasporti
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