News / Varie - mercoledì 05 ago 2026 alle 10:00 | A cura dell'Ufficio Stampa
L’artigianato digitale continua a crescere nella nostra regione ed il Centro Studi di Confartigianato Emilia-Romagna ha realizzato uno studio su questo comparto, che ha una grande rilevanza nella nostra provincia. Sono imprese artigiane attive nei servizi informatici, nella programmazione, nella cybersicurezza, nelle telecomunicazioni, nel cloud computing e nell’elaborazione dei dati. Un settore che negli ultimi cinque anni ha registrato una crescita del 15,4%, in controtendenza rispetto alla flessione dell’artigianato nel suo complesso. A trainare lo sviluppo è una domanda sempre più diffusa di tecnologie avanzate, a partire dall’intelligenza artificiale, il cui utilizzo nelle piccole imprese è più che raddoppiato nell’ultimo anno.
Resta però centrale il tema delle competenze: nel 2025 le imprese emiliano-romagnole hanno richiesto 45.700 lavoratori con elevate capacità digitali, ma oltre la metà, ben il 56,1%, è risultata di difficile reperimento. Un dato che conferma la necessità di investire nella formazione e nell’incontro tra domanda e offerta di professionalità qualificate.
Artigianato digitale e competenze nell’era dell’IA
FOCUS EMILIA-ROMAGNA
Alla fine del primo trimestre del 2026 in Emilia-Romagna si contano 1.721 imprese artigiane digitali (una perimetrazione riprende quella di Unioncamere-Infocamere 2017 basata su Ateco 2007-2022) che offrono servizi connessi all’edizione di software (compresi i videogiochi), programmazione, consulenza ed assistenza informatica, cybersicurezza, realizzazione di pagine web, installazione di computer e software e recupero dati, attività di telecomunicazione quali erogazione di servizi di accesso ad Internet e di messaggistica e tracciamento satellitare, hosting, cloud computing, webscraping ed elaborazione dati.
Queste imprese rappresentano l’1,5% dell’artigianato emiliano-romagnolo, la seconda quota più elevata dopo il Friuli-Venezia Giulia (2,0%). Otto province su nove dell’Emilia-Romagna hanno un’incidenza superiore alla media italiana (1,1%), con una presenza più elevata di imprese digitali tra l’artigianato di Bologna (2,3%, seconda a livello nazionale), Forlì-Cesena (1,6%) e Parma (1,5%).
Sono artigiane una impresa digitale su cinque in regione (il 20,9%), con quote più elevate a Forlì-Cesena (30,1%, terza a livello nazionale), Bologna (24,9%) e Ravenna (23,8%).
L’artigianato digitale occupa 3.220 addetti, pari all’8,3% dei 38.646 addetti emiliano-romagnoli del settore. Quote particolarmente elevate di addetti nell’artigianato si osservano a Forlì-Cesena, al primo posto in Italia con il 28,6%, seguita da Ravenna al terzo posto con il 24,5%.
L’artigianato digitale si conferma un settore fortemente in crescita. Infatti tra il 2020 e il 2025 il segmento delle imprese digitali artigiane segna una crescita a doppia cifra, con un aumento del 15,4% in Emilia-Romagna, in controtendenza rispetto alla flessione del -4,4% che si osserva per l’intero artigianato. Tra le province, Rimini è la seconda in Italia per maggiore crescita del comparto artigiano, segnando un +69,1% negli ultimi 5 anni, Piacenza è al tredicesimo posto con una dinamica del +35,0%, seguita da Forlì-Cesena in quattordicesima posizione nel ranking nazionale con +34,6%.
La crescita del settore è trainata da una domanda di tecnologie digitali sempre più diffusa. Tra le tecnologie che si stanno rapidamente diffondendo si evidenzia l’intelligenza artificiale (IA), anche tra un gruppo di piccole imprese pioniere. Infatti raddoppiano le piccole imprese che usano l’IA, salendo al 14,2% nel 2025 a fronte del 6,9% del 2024 e al 4,4% del 2023.
Uno dei principali freni alla diffusione dell’IA nelle imprese è certamente dato dalla carenza di competenze adeguate a integrare queste tecnologie nei processi aziendali. L’analisi dei dati Unioncamere – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali evidenzia che nel 2025 in Emilia-Romagna le imprese hanno richiesto 45.700 lavoratori per cui sono necessarie, con un grado elevato, le competenze utili per la gestione e l’implementazione nei processi aziendali delle tecnologie digitali avanzate. Si tratta delle competenze per intelligenza artificiale (IA), cloud computing, Industrial Internet of Things (IoT), data analytics e big data, realtà virtuale e aumentata e blockchain. Di queste 25.640 sono di difficile reperimento, pari al 56,1% delle relative entrate previste. Tutte le province emiliano-romagnole si attestano su quote più elevate della media nazionale (50,8%). In particolare la difficoltà di reperimento è più elevata a Forlì-Cesena (62,7%, quinta provincia per maggiore difficoltà), Piacenza (57,0%) e Parma (56,8%).
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